"Traspare nei tuoi occhi il senso di abbandono!Non fare così Bernard, sembri un cane bastonato"
"Come puoi Julien essere così fredda, d'improvviso!Mentre pochi minuti fa eri fra le mie braccia, dicendomi quanto fossi importante per te!Spiegamelo una volta per tutte"!
"Non ho sensazioni da comandare a bacchetta. Sono fatta così!La mia vita è viaggiare, oggi sono a Madrid, domani al Cairo!E' il mio lavoro, la mia passione. Per quale motivo dovrei rinunciare a tutto questo"?
"Julien, sei già famosa in tutto il mondo per la tua costanza e il tuo operato negli scavi che hai diretto, non senti la necessità di fermarti, di respirare"?
"Ti prego Bernard, non tutti sono come te. Eri un promettente archeologo, il primo del nostro corso a Parigi, ma hai rinunciato a tutto per rinchiuderti in questa provincia a scrivere libri!La tua è stata una decisione incomprensibile"!
"Si, può darsi che lo sia stata!Ma intanto io l'ho presa, con coraggio, sono andato avanti per la mia strada. Sono orgoglioso della vita che conduco, almeno io so e ho sempre saputo cosa fare della mia esistenza! Non entro ed esco in continuazione dalla vita di una persona cara, a mio piacimento, torturandola"!
Questa volta Bernard aveva pienamente ragione. Infuriato gli voltò le spalle, per nascondere le lacrime che scendevano sulle sue guancie.
Julien, incredula alle sue parole, restò in piedi a fissare la schiena di colui che sapeva di amare.
L'istinto era quello di abbracciarlo e di prendere finalmente una decisione definitiva, ma non accadde.
Il rimorso e l'orgoglio ebbero il sopravvento e pronunciò solo queste parole:
"Io ti torturo Bernard? Bene, ti prometto che da questo istante non soffrirai più per me"! "Addio"!
Lui sentì solo il forte sbattere della porta preceduto dal rumore inconfondibile di un mazzo di chiavi abbandonato sul tavolino".
Autore: Amarna |scritto il 27-04-2005 | La storia di Julien |
Racconto: capitolo primo
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La fine?
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Titolo: Il viaggio di Bernard
Scivolata dalle mani anche l'ultima camicia,
Bernard chiuse la valigia, e presi i biglietti aerei, uscì dal suo attico.
Giorni prima, rovistando tra vecchi e nuovi ricordi, prese fra le mani una romantica istantanea fatta a Parigi, con Julien.
Erano sotto la Tour Eiffel, abbracciati. Sui loro volti nascevano sorrisi spontanei e chiedendosi che fine avessero fatto quei momenti, lasciò cadere dalle mani la foto, che finì nel cestino sottostante.
Nulla oramai poteva tornare ad essere come prima, in quegli istanti quell'uomo ferito capì che non sarebbe mai più stato se stesso. Quella donna l'aveva cambiato profondamente, entrando sin nelle parti più remote del suo animo. Sembrava di sentire ancora le lacrime bagnare le sue guancie e tutto il viso, come quella sera di due anni prima quando lei uscì, per non tornare mai più!
Questi pensieri vagavano indisturbati nella mente di Bernard quando una voce lo riportò alla realtà:"Prego Signore i suoi biglietti"!
In un gesto, come per scusarsi, li consegnò alla hostess, e senza proferire alcuna parola, andò verso il portellone dell'aereo.
Mal volentieri si mise in viaggio per giungere nella capitale francese. Questa volta non era riuscito a trovare una scusa plausibile per non partecipare alla presentazione del suo best-seller "Chi ha ucciso Tutankhamon".
Quasi tre anni prima di concludere questo suo manoscritto...interrotto per mesi dalle apparizioni e lontananze di Julien. Ma alla fine è riuscito a dar vita ai suoi pensieri, ai suoi intensi studi all'Università di Archeologia, tutti comune denominatore del suo romanzo.
Arrivato in albergo e poggiate le valigie andò subito a visionare i preparativi per la serata. Nonostante le ore di viaggio e l'insonnia della notte precedente, Bernard non era certo un uomo che passava inosservato. Appena entrato in sala venne subito notato da un'affascinante donna seduta su una poltrona elegante, come il resto della stanza. Uno stile antico e romantico, proprio per questo motivo, scelto fra tanti.
Lo seguì con lo sguardo fin quando lui non si sentì osservato...e cercò gli occchi che sentiva addosso. Notò la donna, capelli neri, lisci che cadevano sulle spalle, occhiali scuri, e con questo particolare pensò che si fosse trattato solo di una sua sensazione.
Ad un tratto la signora abbandonata la poltrona, gli voltò le spalle e così catturò la sua attenzione. La figura era alta e snella, indossava uno splendido tailleur, giacca e minigonna, con tacchi altissimi. Aveva senza alcun dubbio un grande fascino, che colpì tutti gli uomini ai quali passava accanto.
Questo particolare restò impresso nella mente di Bernard per alcuni minuti, poi prevalse l'agitazione per il suo libro, e tutto passò in secondo piano.
Autore: Amarna |scritto il 01-05-2005 | La storia di Julien |
Racconto: capitolo secondo
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Il viaggio di Bernard
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Titolo: Il viaggio di Bernard - brano II -
Lanciato l'ultimo sguardo sulla folla per cogliere cenni di approvazione...
Bernard sorridendo e ringraziando il pubblico scese dal palco, fra gli innumerevoli applausi.
Era certo soddisfatto ed entusiasta del successo riscontrato con la sua opera, ma questo sembrava lasciargli un profondo senso di vuoto nell'animo.
Quasi incurante delle persone che attendevano di parlare con lui, di stringere anche solo la sua mano...si diresse verso il taxi che lo aspettava all'uscita secondaria.
D'improvviso qualcosa ostacolò il suo passaggio, alzò lo sguardo infastidito davanti a sè e fu sorpreso nel vedere il volto sconosciuto dell'affascinante donna ammirata, qualche ora prima della presentazione, nel salotto...
Quando lei gli rivolse la parola: "Scusami Bernard se rubo un attimo del tuo tempo..."
Restò sconcertato nel sentirle pronunciare il suo nome...
"Si lo sò tu non mi hai mai vista e ti chiedi come conosco il tuo nome. Julien è una delle mie più care amiche, ed ho bisogno di parlarti, per favore".
Ascoltando le parole della donna che aveva di fronte Bernard rimase ghiacciato e preoccupandosi le chiese:
"Cosa le è successo?Stà bene?"
"Nulla di irreparabile, ma non definirei eccellente il suo attuale stato psicologico e fisico"!
Bernard, indicandole un salottino laterale, la invitò a sedersi. E con voce tremante le disse:"Dimmi dov'è?E' lei che ti ha mandata?Ha chiesto di vedermi"?
"Non sà nemmeno del tuo arrivo a Parigi. Ormai sono settimane che si è chiusa in se stessa. Non esce più dal suo appartamento e non vuole vedere nessuno. Solo a me ha permesso di vederla e parlarle. E' cambiata da quando ti ha visto l'ultima volta, due anni fa. Non mi ha dato spiegazioni...Ha iniziato a rifiutare delle ottime proposte di scavi nella Piana di Giza, e da questo ho capito che non era più in sè"!
Quella pausa, nelle sue parole, sembrò eterna... "Ho cercato di farla ragionare ma era come le fosse stata tolta l'unica ragione di vita, l'unica fonte di gioia"!
Lui, con tono deciso, alzandosi replicò:"Non l'ho certo presa io la decisione di rinunciare a tutto ciò che ci univa..."
La sua interlocutrice ormai stanca di quella situazione rispose decisa:"Basta con questo senso d'orgoglio gratuito!Ti prego ascoltami; è difficile accettare un mio consiglio perchè questa è la prima volta che mi vedi, ma devi fidarti di me. Voglio bene alla tua Julien e non sopporto di vederla soffrire. Se lei non ha il coraggio di chiamarti, allora dovrai essere tu ad accorrere in suo aiuto!
Ha bisogno di te, sei l'unica speranza di rivedere la ragazza che ho conosciuto e adoravo"!
Senza pensarci nemmeno un attimo le disse:
"Dimmi dove andare e corro da lei"!
Autore: Amarna |scritto il 19-05-2005 | La storia di Julien |
Racconto: capitolo secondo
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Il viaggio di Bernard - brano II -
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Titolo: L'arrivo
Salendo le scale di quella lussuosa palazzina Bernard sentiva formarsi, gradino dopo gradino, un nodo alla gola. Non sapeva cosa apsettarsi di vedere oltre quella porta socchiusa. Voleva correre giù per le scale e farla uscire così per sempre dalla sua vita. Ma era consapevole che il suo desiderio, il suo sogno, il suo grande amore era oltre quella maniglia...e che aveva bisogno del suo aiuto, ora più che mai!
Forte del sentimento per lei varcò quella soglia ed entrò nel buio assoluto. Istintivamente allungando la mano alla ricerca di un interruttore per la luce, sentì di aver fatto cadere qualcosa...ma in compenso riuscì ad illuminare l'ingresso.
L'appartamento era bellissimo. Stile ottocentesco, con poltroncine principesche disposte per tutta l'abitazione.Sembrava di essere entrati in un castello. Davanti a questo spettacolare ambiente Bernard sorrise, pensando che non c'erano dubbi, era proprio l'appartamento di Julienne, con quel tocco di classe e il suo arredamento preferito.
La sua attenzione ad un tratto cadde su di uno spiraglio di luce proveniente da una porta socchiusa alla sua destra.
Le sue gambe iniziarono un tremolio lieve, poi sempre più fastidioso man mano che andava verso quella stanza. Una sensazione, forse premonitrice, gli suggeriva che l'immagine oltre quella soglia,l'avrebbe spaventato e spezzato il cuore...
Comunque raccolto tutto il suo coraggio si fece avanti. Entrò in una camera di colore rosa, con un meraviglioso letto a baldacchino, ornato da veli bianchi che ondeggiavano al passaggio di un soffio di vento dalla finestra accanto. Davanti quest'ultima vi era una poltronicina in legno, delicatamente foderata a richiamare i colori dell'ambiente stesso. Dallo schienale potè intravedere un braccio esile poggiarsi lentamente sul bracciolo di sinistra.
Soavemente dalle labbra della donna seduta di spalle si udirono pronunciare queste parole:
"Bernard sei tu?Oh Signore ti prego fa che sia lui"!
Sbalordito nel sentire un bisbiglio così debole che, quasi non riusciva a riconoscere l'amato timbro vocale. Precipitandosi al cospetto dell'amata si inginocchiò poggiando la testa sul grembo della donna.
"Julienne amore mio, in questi due anni non ho fatto altro che pensare a come sarebbe stata la mia vita con te!Se solo guardo indietro nel mio passato..mi chiedo come ho fatto a vivere lontano da te!Non c'è respiro che io faccia senza che si rilevi tuo!"
Nel pronunciare piangendo queste parole si sentì sfiorare i capelli con un tocco leggiadro:
"Amore mio, ascoltami, ti devo dire tante cose importanti...che non sai"!
"Non ora Julienne, voglio vivere fino in fondo questi istanti finalmente insieme, non m'importa di nient'altro"!
Autore: Amarna |scritto il 28-08-2005 | La storia di Julien |
Racconto: Terzo e ultimo capitolo
L'arrivo
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